Insulina ed il rischio di ispessimento carotideo

Di | 21 giugno 2017

Si parla di insulina solo quando si tratta il tema del diabete ma l’insulina è una nostra nemica oppure c’è da fidarsi? Ci aiuta a scoprirlo un nutrizionista a Roma che ci aiuta ad addentrarci in questa tematica.

INSULINA: QUESTA SCONOSCIUTA

Le cellule beta del pancreas secretano l’insulina che viene a formarsi con l’assunzione di cibi dov’è presente lo zucchero, con l’obiettivo di pulire il sangue dagli zuccheri permettendo loro di entrare nelle cellule dove saranno poi utilizzati dall’organismo.
L’insulina viene prodotta in maniera differente come quantità a seconda di ciò che ingeriamo. Ad esempio, mangiando un dolce o un gelato, l’insulina prodotta sarà così abbondante da provocare un picco insulinico per poi precipitare con la conseguenza di impoverire il sangue da tutti gli zuccheri: in questo caso si tratta di ipoglicemia reattiva dove il nostro fisico reclama l’assunzione di alimenti ricchi di zuccheri. L’effetto che si ha in questo contesto è quello di essere irritabili, spossati e poco attenti.
E’ bene alimentari con cibi che hanno un ricco contenuto di carboidrati e di fibre attraverso i quali questi picchi irregolari di insulina, vengono opportunamente equilibrati.
Come ormone anabolico, l’insulina ci permette di creare quelle indispensabili scorte di zucchero e grasso che ci sono necessarie in certi momenti. Se il nostro ‘magazzino’ risulterà già pieno di scorte, tutte quelle in eccesso troverà posto nelle cellule adipose.
Tuttavia l’insulina risulta essere un ormone che aumenta i livelli di infiammazione del nostro organismo per via dell’eccesso di zuccheri che generano tale fenomeno.

LA DIETA GIFT E LA CALMA INSULINICA

Osservando l’andamento dell’Indice Glicemico IG –  è possibile capire l’entità dell’incidenza di insulina che un dato alimento provoca nostro organismo e non è semplice decifrarne le proprietà dal momento che queste sono influenzate da tanti fattori dei quali non possiamo venirne a conoscenza. E’ possibile affermare genericamente che gli alimenti sono stati classificati mediamente a seconda del loro grado di IG anche se poi, l’indice glicemico viene determinato anche dalla quantità che si mangia.

Ad esempio, consumando del semplice pane bianco contente un basso IG non si deve credere che mangiandone tanto il nostro organismo non accumuli zuccheri (e quindi insulina). Anche se conosciamo l’IG di un cibo, non sappiamo la quantità di insulina che viene liberata e, per ovviare a questo problema, si utilizza l’Indice Insulinico che ci disegna l’esatto quadro della situazione. Questo prevede la suddivisione in due categorie degli alimenti: basso II e alto II a seconda del loro contenuto calorico.

Tutto questo per dire che tra gli effetti negativi che possono essere generati da uno squilibrio insulinico c’è anche quello dell’insulino-resistenza che è una delle possibili cause originarie del diabete ma anche di altre gravi problematiche.

Risulta più che utile contrastare la possibile insorgenza dell’insulino-resistenza prevenendola attraverso una dietaGIFT concepita per equilibrare in modo adeguato, carboidrati, fibre, proteine, vitamine e anche di una blanda attività fisica (è sufficiente passeggiare) per aumentare la sensibilità insulinica delle cellule e per attivare il proprio metabolismo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *