
Sono davvero grandi i progetti per la costruzione di nuove tecnologie rivolti allo sviluppo della conoscenza nell’ambito della energia solare in Corea del Sud e nello Stato di Israele.
Sviluppi nella efficienza delle tecnologie e la convenienza nella produzione sono stati un incentivo a costruire di più e più grandi progetti, specialmente in aree ad alto grado di irraggiamento solare, come deserti.
Sia in Corea come nello stato di Israele la necessità di rapporti pacifici può essere associata alla creazione di sicurezza, attraverso la cooperazione delle fazioni opposte. Cooperazione che può essere utilizzata per la progettazione di tecnologie rivolte allo sviluppo dello sfruttamento dell’energia solare.
Indice
Il più grande impianto per la produzione di energia dal solare in Corea del Sud
Nel 2006 è iniziata la costruzione del più grande impianto per la produzione di energia dal solare in Corea del Sud.
La sede di questo impianto si trova a circa 420 chilometri a sud-ovest di Seul, nella provincia di Jeolla. Questa provincia riceve maggiore irraggiamento solare che qualsiasi altra parte del paese.
Sun Power e Sharp sono le due società coinvolte nel progetto. Complessivamente, è stato costruito un impianto di 37 MW.
Estesa quanto 80 campi di calcio, la centrale è stata finanziata dalla più grande banca coreana, con un fondo di circa 124 milioni di euro. L’installazione di questo impianto sud coreano a regime potrà sviluppare una potenza di 20 MW con la messa in opera di 100000 pannelli fotovoltaici che copre il bisogno di energia di 6000 utenze. Attraverso l’installazione di questo impianto si risparmiano 20 mila tonnellate di emissioni di anidride carbonica, che equivale alla produzione di 23 mila automobili in un anno.
La costruzione dell’impianto, terminata nel 2009, sarà operativo per almeno 15 anni, quanto basta per far rientrare la compagnia degli investimenti.
Lo sviluppo di nuove tecnologie per lo sfruttamento della energia che proviene dal sole deriva dall’aumento della domanda di energia da fonti pulite e rinnovabili dei grandi paesi.
Un nuovo materiale plastico nanotecnologico usato per imbrigliare la sezione infrarossa dello spettro solare.
Attraverso l’utilizzo di film sottili derivati dalle nanotecnologie si arriverà a rendere più efficace la trasformazione dell’energia solare fino ad un 30% rispetto all’attuale 15% .
Attualmente il costo per chilowattora, per produzione di energia dalla radiazione solare, è circa 3 volte maggiore rispetto ad altre fonti di energia, queste nuove tecnologie permetteranno una progressiva riduzione di questa soglia.
Solare nel deserto israeliano
Anche Israele ha progettato la costruzione di una centrale di produzione di energia dalla radiazione ultravioletta nel deserto del Negev.
L’amministrazione ha selezionato 1000 acri di deserto dove la centrale avrà il suo centro.
La società titolare del progetto dice che con l’attuale tecnologia si potrebbe costruire un impianto che a regime potrà alimentare il fabbisogno di energia di Israele per il 40%.
Il progetto implica un investimento di circa 3 miliardi di dollari.
Il progetto di questo impianto per cominciare produrrà 100 MW, per arrivare a 500 MW, che e’ la dimensione di una media centrale elettrica convenzionale.
Usando una nuova tecnologia di generazione diretta di vapore l’efficienza nella generazione di energia elettrica dai pannelli solari è aumentata di circa il 20% rispetto al precedente ciclo a olio.
Canali e idroelettrico nel Medio Oriente
Altro possibile progetto nella produzione di energia rinnovabile potrebbe essere attivato nel Medio Oriente. Questo progetto consisterebbe nel realizzare un canale tra il Mar Rosso ed il Mar Morto. Questo canale dal Mare Rosso, lungo il confine giordano al Mar Morto, nel centro del paese potrebbe generare una grande fonte di energia dall’idroelettrico.
Il Mar Morto è localizzato su 1200 piedi sotto livello marittimo. Questo mare perde ogni anno molti centimetri di profondità effetto generato in parte dalla deviazione del Giordano tra Egitto e Giordania ed in parte all’utilizzo da parte dell’agricoltura. Portando acqua al Mar Morto, riportandolo alle sue dimensioni originarie si potrebbe sfruttare la caduta di questa enorme massa di acqua per azionare turbine per la produzione di energia idroelettrica.