Il 4 dicembre 2016 gli Italiani chiamati alle Urne

Di | 11 novembre 2016

Domenica 4 dicembre 2016 dalle ore 7.00 alle ore 23.00 tutti i cittadini italiani aventi diritto sono invitati alle urne elettorali per esprimere il loro consenso o diniego riguardo la modifica della Costituzione. In oggetto del referendum di dicembre ci sono diversi punti fondamentali della legge italiana e qualunque sia l’esito dei Sì o dei No, sono previsti importanti cambiamenti.

 

Lo scorso 15 aprile 2016 la riforma costituzionale approvata dal Parlamento italiano è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, sfruttando la possibilità di chiedere un referendum confermativo al popolo italiano. Il prossimo 4 dicembre 2016 dunque tutti gli italiani sono chiamati ad esprimersi attraverso l’apposizione di una crocetta sul Sì se ritengono che le modifiche debbano essere effettuate oppure sul No se preferiscono mantenere la Costituzione allo stato attuale.

Quello proposto per il prossimo dicembre è un referendum unico, volto a richiedere l’approvazione o meno di un pacchetto di multiple opzioni. In fatto di referendum costituzionali, al contrario di quelli abrogativi, non è prevista la divisione della legge in quesiti multipli. Scegliere di approvare o non approvare la riforma costituzionale comporta dunque la scelta per tutte le voci presenti all’interno della legge.

La riforma costituzionale verte principalmente attorno alle seguenti tematiche:

  • la dissoluzione del bicameralismo, offrendo potere legislativo alla Camera a sfavore del Senato, che con queste modificazioni cambierebbe il proprio ruolo;
  • la riduzione del numero dei parlamentari, ma soltanto per quanto riguarda il Senato che viene sostanzialmente modificato anche come componenti dando maggior influenza alle Regioni con più peso a livello demografico;
  • si modificano le regole per la richiesta di referendum e per il procedimento delle iniziative popolari e vengono introdotti i referendum propositivi;
  • vengono modificate le tecniche del quorum per l’elezione del Presidente della Repubblica da parte di Camera e Senato;
  • alcune delle competenze prima delegate alle Regioni, tornano in mano dello Stato, che avrà comunque il diritto di legiferare su materie di competenza regionale nell’interesse nazionale;
  • è prevista l’abolizione delle province, ad eccezione di quelle di Trento e Bolzano, che verranno trasformate in città metropolitane o accorpate ai comuni;
  • la soppressione del CNEL, Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, in precedenza impiegato per la consulenza sulle leggi in materia economica e professionale.

Ci sono buoni motivi per prendere l’una o l’altra decisione in qualità di cittadini, per avere maggiori certezze nella propria scelta è consigliabile consultare il sito http://www.riformacostituzionale.com

 

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